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La storia della house music

LA STORIA DELLA HOUSE MUSIC

 

La house music è un genere di musica dance nato con l'avvento dei sintetizzatori e dei campionatori (macchine programmabili in grado di catturare e assemblare più tracce musicali contemporaneamente).

L'house music nasce per migliorare il movimento "disco";la direzione era quella di mescolare elementi di modernità (elettronici) a quelli della tradizione musicale americana fatta di jazz, funk e soul e successivamente contaminata dalle sonorità delle nuove etnie immigrate negli USA. In questo campo, dj/producers come il newyorkese, di origini portoricane, Louis (detto Little) Vega sono stati dei veri innovatori, fondendo all'house ritmi latini e caraibici come la salsa. La storia ci insegna che i primi anni '70, furono fulminanti e ricchi di spunti per la stimolare la nascita dell'HOUSE MUSIC, il primo brano (song) che rese distinguibile "questo fare musica" fu prodotto da STEVE SILK HURLEY, e abbinava un piano prettamente molto swing, a quei ritmi ancora poco compressi ma molto efficaci, tipici di creazioni domestiche, da lì HOUSE MUSIC.

 

ETIMOLOGIA DEL NOME

 

Il nome "House music" deriva dal locale di Chicago, Warehouse club, in cui Frankie Knuckles esordì con questo nuovo genere a metà degli anni 1980. Da qui la terminologia consueta "House" che è tipica di chi identifica il genere dal nome della discoteca che l'ha originata.

 

LA METRICA

Ritmica

Il genere è caratterizzato da una metrica tendenzialmente in 4/4 con cassa "dritta" (che batte ogni 1/4) arricchita talvolta da pattern piu elaborati. Una presenza fissa è lo "snare" (rullante) sui battiti pari e un "hat" (piatto) in controtempo, per accompagnare giri di basso in una o due battute. Il basso può essere acustico, elettrico o anche sintetico. Questo fa da base per la parte melodica che è composta diversamente a seconda dei generi ma che ha degli elementi comuni come la presenza di semplici fraseggi melodici di piano, chitarra acustiche o elettriche funky o jazz, complessi assoli di fiati e corde eseguiti spesso da turnisti jazz e linne vocali che traggono le proprie caratteristiche dal funk e dal soul.

 

I BPM

Il BPM, unità di tempo fondamentale ai fini del mixaggio, equivale ad un loop di un colpo di cassa. Un brano House in genere ha un BPM che va da 105/110(per il down beat) a 124/132 BPM, un brano con un BPM leggermente maggiore può ad esempio essere definito tech-house.

 

LA CANZONE

 

La stesura di un pezzo house inizia sempre con un "intro" fatta eseguendo i soli suoni di drum, intro che culmina in una pausa fatta di soli "pad" (suoni elettronici di accompagnamento) per poi partire col tema principale , con le sue variazioni. Poi una pausa di lunghezza maggiore e di respiro più "ambientale" e infine un nuovo tema centrale (magari ripetendo piu volte il ritornello) e un "outro" per chiudere il pezzo. L'intro e l'outro sono importanti nella house e in tutti i generi "dance" perché permettono ai dj di metterli in sequenza senza che il pubblico possa avvertire il cambiamento

 

Nel mondo

In Europa è arrivata qualche anno dopo sotto forma di acid house ovvero con suoni più ossessivi e duri. Ancora oggi l'house music è, tra i generi dance, il più seguito e il più amato. A livello internazionale ricordiamo djs come David Morales, Frankie Knuckles, Danny Tenaglia, Francois Kevorkian, "Little" Louie Vega e molti altri.

 

In italia

Tra i principali esponenti di questo genere in Italia ricordiamo: Coccoluto , Ralf, Alex Neri, Andrea Mattioli, William DJ, Joe T. Vannelli, Ricky Montanari, Claudio Di Rocco, Stefano Fontana,Dino Lanny,Host-OnE, e altri ancora.

Grande merito della diffusione dell'house music in Italia va al dj Albertino, che fin dal lontano 1982 ha dedicato tempo e spazio su Radio Deejay a questo genere che possiamo considerare erede della discomusic.






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